scopata parco

Scopata nel parco con uno sconosciuto

Era un pomeriggio di giugno, caldo, ma non quel caldo afoso, una morbida brezza rinfrescava l’ambiente… insomma un pomeriggio perfetto. Avevo deciso di mangiare nel parco insieme a mio marito.

Alle 12.30 sono uscita dall`ufficio per recarmi all’appuntamento, raggiunsi il parco erboso e iniziai a tirare fuori dal cesto tutto l’occorrente per un perfetto picnic. Ad un certo punto mi squilla il telefonino: “ciao amore… senti, mi dispiace, sono in riunione e non so quando finirò, ci vediamo a casa un bacio”.

Tutto qui! Mi dispiaceva andarmene via… un tempo ci incontravamo spesso a fare il picnic nel parco… ma ormai non più. Nonostante tutto decisi di restare, mangiai qualcosa e mi sdraiai sotto un albero a godermi la fresca brezza.Non ci volle molto e, complice il torpore di quel pomeriggio, mi appisolai.
“Nessun problema” pensai, “oggi non lavoro, a casa non c’è nessuno che mi aspetta, tanto vale che me la prenda comoda !”

Iniziai un lungo sogno:una mano mi sbottonava il vestito e iniziava a toccarmi il seno. All’inizio i movimenti erano lenti e dolci, appena mi sfiorava i capezzoli, ma piano piano iniziò a cambiare il ritmo… si, e` perfetto… i miei seni fremevano e cominciarono ad irrigidirsi, quando una bocca si avvicinò e iniziò a baciarli… un bacio e due… una leccata… ad un tratto mi svegliai, cazzo ! altro che sogno ! Accanto a me c’era un uomo che mi guardava e mi sussurrò a bassa voce: “se vuoi me ne vado, ma non avere timore, non ti voglio fare del male !”.

Vi sembrerà strano ma l’impulso di sferrargli un calcio nelle palle durò solo qualche secondo, infatti, non so se per pura follia, o voglia di sensazioni estreme presi la mano dell’uomo e la portai di nuovo sui miei seni, che erano diventati rigidi e desiderosi di continuare a sentire la sua lingua intorno ai capezzoli.

Ed ecco che l’uomo riprense a succhiarmi le tette, ed io mi intravedo i due capezzoli, grandi e rossi, pensando tra me e me che non mi era capitato di vedere le mie tette così grosse e rigide, che fremevano dalla voglia di essere leccate e ciucciate da una lingua abile come quella di quel perfetto sconosciuto.

Il piacere era immenso. Mi sentivo tutta bagnata e sentivo il suo odore, sentivo il suo corpo che fremeva. Dolcemente la sua bocca si sposto più in giù sulla passera.<BR>La mia figa era calda e umida, desideravo con ardore sentire la sua lingua che mi accarezzava. Invece ho sentito la sua mano che ha iniziato a muoversi su e giù sulle pareti vaginali, con  movimenti calcolati e precisi, da vero esperto.

Ogni tanto si fermava e riprendeva a leccarmi, ma in modo maniacale, sembrava quasi volesse mangiarmi, sentivo la sua lingua dentro di me, i miei movimenti erano sempre più frenetici. Si fermava e continuava il gioco con le dita prima, e poi con tutta la mano infilata nella mia figa che ormai era tutta gocciolante.

Ad un tratto ecco che tocca il punto magico. Eccolo arrivato al punto G e non si fermava più, con la mano affondata nella mia figa cominciò a succhiarmi il clitoride. Ero in preda ad un orgasmo infinito, sentivo&nbsp;la sua lingua, le sue dita, avrei voluto sentire&nbsp;il suo cazzo nella mia bocca, ma non riuscivo&nbsp;a fare niente, immobilizzata, in preda ad un orgasmo mai provato, fino a quando non ce l’ho più fatta e sono venuta, sono venuta sulla sua bocca, sulle sue dita, avevo la figa fradicia di umori e lui li volle assaporare fino in fondo.

Ancora in preda all’orgasmo ho cercato il suo cazzo: “Voglio baciarti” gli dissi. Ma lui si fermò, e senza dire niente mi entrò dentro. In pochi secondi mi trovai con il suo grosso cazzo duro che pompava nella mia figa con una furia che mi fece di nuovo salire l’eccitazione.

Una nuova onda di piacere ed i suoi movimenti si unirono ai miei. Non esistevano più due corpi separati ma un corpo unico che danzava il magico ritmo del sesso, il sesso selvaggio, voglia di godere, di perdere la testa, di provare piacere senza limiti.

Ad un certo punto mi fece alzare mi spinse contro l’albero e mi penetrò alla pecorina. Non sentivo più niente,l’intero mondo era sparito, non c’era più nulla, a parte il suo cazzo che mi chiavava facendomi godere come mai mentre urlavo di piacere.

Abbracciata all’albero sentivo quell’uomo che spingeva e mi chiavava da dietro come un forsennato, afferrandomi le chiappe fortemente e pompandomi da dietro con una foga mai sentita prima. Sentivo che anche lui era al massimo dell’eccitazione, sentivo il suo cazzo duro che diveniva sempre più grosso e mi riempiva completamente la figa quasi trapassandomi da parte a parte.

Ed ecco… un’altro orgasmo… “mamma mia, due di seguito” pensai “da quanto tempo non mi capitava”. Godevo come una zoccola mentre lui non accennava a fermarsi, come se volesse essere sicuro di farmi godere fino in fondo, sentivo la mia figa completamente fradicia di umori e cominciai ad urlare sbrodolando come una fontana.

Si fermò, mi prese e mi stese sulla coperta. Ero completamente fuori di testa, dopo due orgasmi, e che orgasmi !!! Non sapevo più chi ero. Ricordo solo che avrei voluto ricompensare quello stallone con uno dei miei fantastici pompini, avrei voluto succhiare quel fantastico cazzo per ricompensarlo del piacere immenso che mi aveva fatto provare. Ma ero troppo esausta e mi riaddormentai di nuovo.

Al mio risveglio ero di nuovo sola, sotto l’albero, con il sole che ormai volgeva al tramonto. Pensai ad un sogno, ma quando mi misi la mano in mezzo alle gambe sentii la figa fradicia che gocciolava ancora. Mi infilai un dito e lo portai al naso, sapeva ancora di quell’odore. L’odore di quel maschio, di quello stallone, e li realizzai che non era stato nessun sogno, ma pura realtà.

Mi avviai verso casa con le gambe che ancora traballavano. “Che bella scopata !” pensai mentre varcavo la soglia di casa. E da quel giorno il sesso con uno sconosciuto non è più stata una fantasia, ma un dolce ricordo !

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